In questo articolo approfondiamo l’andamento del mercato automobilistico Europeo, commentando ed analizzando i dati pubblicati da Unrae, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri che a cadenza mensile produce dei report aggregativi di ciascun Paese.
Se prendiamo in considerazione i primi 4 mesi del 2026, il numero di auto immatricolate nel vecchio continente cresce in media di quasi 5 punti percentuali, con Regno Unito, Italia e Spagna che arrivano a duplicare la media, in controtendenza Francia, Belgio ed i Paesi nordici attraversano un periodo di calo.
Interessante il focus sul fuel mix, che fotografa le motorizzazioni più commercializzate, con nette differenze dovute alla normativa fiscale, al tenore di vita e alle abitudini. Qui l’ago della bilancia è la quota di veicoli BEV, battery electric vehicle, che spazia dal 5% di Polonia e dei balcani, passando per l’8% dell’Italia per una media complessiva del 20%. A cavallo della media si posizionano le storiche potenze Francia, Germania e Rengo Unito, scalando la classifica invece trionfa l’Europa settentrionale con Svezia, Finlandia e Norvegia che superano l’80%; quest’ultima addirittura immatricola pressoché solo auto elettriche complice una legislazione fortemente orientata a questa tecnologia. La Nazione infatti cavalca da diversi anni una politica incentrata sull’elettrificazione, con incentivi massivi e numerose esenzioni a chi ricorre alla mobilità a zero emissioni. Ciò si è reso possibile anche ai ricchi giacimenti di petrolio che hanno generato cassa per lo stato, consentendo l’elargizione di importanti benefit.
Parlando di costruttori, i numeri macro vedono il Gruppo Volkswagen in testa con il 27% di quota, di cui il 10% detenuto dal marchio Volkswagen seguito da Skoda che è amatissima in diversi Paesi. Per essere un marchio premium Audi si difende bene con il 5% di market share, più contenute invece le vendite di Cupra e Seat.
A seguire e con una distanza netta (10%) il Gruppo Stellantis, con Peugeot che immatricola poco più di Audi, Citroen, Fiat ed Opel invece oscillano tra il 3 ed il 3,5% con le ultime due che stanno recuperando terreno. Minimo il contributo di Alfa Romeo e DS.
Il Gruppo Renault al terzo posto ha una quota di mercato pari al brand Volkswagen, con Renault per 60% e Dacia per il 40%. I due marchi condividono piattaforme e modelli pertanto la preponderanza di uno sull’altro e da attribuire ad una nota culturale, con i Paesi balcanici che guidano più Dacia (Brand rumeno).
Toyota detiene una quota di circa il 7% e fa a gara con Skoda per il secondo gradino del podio, nei primi mesi tuttavia subisce un rallentamento delle immatricolazioni. Imbattibile sull’ibrido, Toyota si sta affacciando solo recentemente sull’elettrico, con l’introduzione di C-HR+, modello che punta ai paesi nordici.
A cascata gli altri gruppi, con BYD che arriva quasi al 2%, non lontano da Ford, profondamente ridimensionato rispetto agli anni passati. Anche Saic che commercializza MG detiene il 2%, quota simile anche per Tesla. Impressionante l’exploit di Leapmotor che dallo 0,1 è arrivata allo 0,8%, grazie ad una gamma elettrificata dall’eccellente rapporto qualità prezzo.
Tracciata una fotografia generale, è evidente che ogni Paese vive l’automobile secondo le sue tradizioni e le tendenze del momento, con enormi divari tra i Paesi.
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