La mobilita’ elettrica per i veicoli commerciali

Migliaia sono nel nostro Paese le imprese che utilizzano veicoli commerciali leggeri, per un parco circolante che supera i 5 milioni di unità, di cui oltre il 70% con classe di emissione Euro 5.

Un numero considerevole di veicoli che percorrono le nostre strade e che muovono la nostra economia. Artigiani, aziende, corrieri: i veicoli commerciali sono uno strumento di lavoro essenziali per tantissime categorie, ed il loro ricambio è altrettanto importante per consentire lo svecchiamento ed un miglioramento generale dell’efficienza energetica.

Ma come può un professionista comprendere quale veicolo scegliere e soprattutto di quale motorizzazione dotarsi? Seppur in un momento successivo rispetto alle auto, anche gli LCV negli ultimi anni hanno visto ampliare le tecnologie motoristiche, con una gamma che spazia dal tradizionale gasolio, che annovera oltre l’80% delle immatricolazioni, fino al full electric. Storicamente bassissima la percentuale di unità a benzina, con consumi più alti; molti hanno preferito il diesel per la robustezza dei propulsori e per la possibilità in molti casi di effettuare il pieno in azienda dove spesso cisterne di carburante vengono acquistate per alimentare scavatori e macchinari industriali. Oggi però il mercato è profondamente cambiato, con il gasolio che continua senza dubbio ad essere protagonista, ma in misura gradualmente inferiore.

Si stanno affermando anche nel cluster dei veicoli commerciali leggeri delle motorizzazione ibride ed elettriche; poche in verità sono le varianti ibride, limitate al mild e ad alcune plug-in, ritenute poco interessanti per l’autonomia elettrica ridotta. La soluzione del PHEV risulta indicata a tutti coloro che hanno un raggio d’azione piuttosto limitato, o che magari percorrono lunghe tratte autostradali, dove viaggiano a benzina, per poi concludere la loro attività nei centri urbani delle città, dove allora entra in funzione il motore a batteria. Più interessante invece lo scenario del furgone full electric, che ha compiuto passi da gigante con dei pacchi batteria ora sufficientemente capienti da consentire autonomie complessive anche superiori ai 400 km, ed in grado quindi di rivelarsi valide per diverse tipologie di percorso e di utilizzo.

Nella scelta del nuovo veicolo commerciale è quindi importante approfondire il contesto di guida, la frequenza delle fermate (soprattutto per i corrieri), la velocità media, la disponibilità di fonti di energia domestiche e/o industriali (con costi ridotti della ricarica), il rapporto qualità prezzo tra motore tradizionale e motore elettrico. Con l’abbassamento dei listini e soprattutto la presenza di formule come il noleggio a lungo termine, la forbice economica viene quasi azzerata, invogliando il cliente medio a considerare positivamente l’elettrico come mezzo da lavoro. Molto più comodo, dotato di cambio automatico, silenzioso, potente in accelerazione, piacevole da guidare e con una buona autonomia. Ovviamente, i benefici devono essere compensati da un’infrastruttura di ricarica adeguata, che permetta il refill veloce ed a costi interessanti.

Il mercato oggi offre parecchie opportunità di veicoli commerciali elettrici, anche nelle taglie forti L3 e L4, che nonostante il peso maggiorato si rivelano compagni di lavoro affidabili per l’ultimo miglio, per lavori nei centri abitati o per percorrenze giornaliere comprese nei 100 Km; per altre tipologie di utilizzo e per le trasferte il gasolio rimane invece più indicato. Anche nelle periferie e nei Paesi di montagna l’elettrico fatica ad essere compreso, ma è questione di tempo, e senza dubbio con il giusto trade-off di prezzo diversi artigiani possono considerare seriamente di guidare a zero emissioni. Basti pensare a categorie come gli elettricisti o gli idraulici che nella loro abitazione hanno pompa di calore e pannelli fotovoltaici, con un risparmio incredibile sia per l’energia domestica che per la propria mobilità.

Parlando di TCO infine e rivolgendoci in particolare alle flotte, i veicoli commerciali elettrici hanno un impatto positivo nel bilancio di sostenibilità, invogliano ad una guida più efficiente, necessitano di minore manutenzione e quindi di minori fermi veicolo; è consigliato quindi per un fleet manager effettuare un’analisi approfondita sulla fattibilità della conversione del proprio parco.

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