Il Fringe Benefit dell’auto nel 2026 – Evoluzioni

Con l’inizio dell’anno si riapre per le aziende ed i collaboratori l’importante tema del fringe benefit, ovvero quell’insieme di redditi aggiunti in busta paga che rientrano nelle iniziative di welfare aziendale e che sono soggetti ad una precisa regolamentazione.

Con la nuova legge di Bilancio in particolare si assiste ad un incremento della franchigia riservata al fringe benefit, che passa da 1.000 a 2.000 euro per persona fisica, importi che vengono raddoppiati in caso di figli fiscalmente a carico. Una modifica che appare quindi come un beneficio, ma che può diventare un onere in caso di superamento dei limiti.

Consigliamo quindi di farsi supportare da un consulente preparato che sappia districarsi nel complesso calcolo del benefit.

Per quanto concerne le autovetture aziendali, che rientrano tra i principali benefit insieme a buoni pasto e buoni spesa, nel 2025 è già avvenuta una profonda modifica del sistema di calcolo, non più solo basato sulle emissioni prodotte dal veicolo ma fortemente orientato sulla tipologia di alimentazione scelta; in particolare, le alimentazioni termiche come diesel e benzina ma anche le full hybrid sono state pesantemente penalizzate. La tassazione riservata a questi motori infatti è del 50% (con riferimento a dei valori pubblicato ogni anno nel mese di dicembre da Aci, consultabili su www.aci.it), mentre scende al 20% in caso di veicoli con tecnologia ibrida plug-in e al 10% in caso di veicoli elettrici puri.

I costruttori sono tenuti a comunicare entro il 30 novembre la propria gamma di veicoli a listino, da cui Aci produce delle tabelle ben precise che servono per il calcolo effettivo del fringe benefit, utilizzando come riferimento una percorrenza media forfettaria di 15.000 km/anno; i veicoli non presenti vengono valorizzati per analogia.

Prendiamo come esempio un modello di successo, la Volkswagen Tiguan, disponibile nelle varianti:

  • Benzina mild hybrid 130 CV,  valore fringe benefit € 4.616,25
  • Diesel 2.0 150 CV – valore fringe benefit € 4.513,50
  • Plug-in hybrid 204 CV – valore fringe benefit € 1.844,40

Alla luce degli importi riportati, possiamo constatare che la sola versione PHEV può essere coperta dall’esenzione prevista dalla franchigia di € 2.000 secondo la più recente modifica legislativa.

Ciò ha rappresentato già nel 2025 un significativo spostamento dell’orientamento acquisti delle aziende verso veicoli PHEV E BEV, dove i primi hanno raddoppiato la loro market share, le elettriche invece sono passate complessivamente dal 4 al 6% di quota.

Sono numerosi quindi i motivi che hanno portato ad un cambiamento così marcato delle scelte dei consumatori nell’approvvigionamento delle auto aziendali, guidate anche dai costruttori stessi che hanno colto la palla al balzo della nuova normativa sul fringe benefit per spingere sulle soluzioni elettrificate abbattendo le sanzioni Co2 imposte dall’UE, ridotte del 30% sul cumulato annuo.

Una tendenza che non dovrebbe destabilizzarsi nemmeno nel 2026, sui verrà posta ancora maggiore attenzione nella fase di assunzione e retention del collaboratore.

Un’iniziativa win win dunque, che le aziende però devono declinare sul proprio fabbisogno di mobilità, non necessariamente scegliendo la mobilità green per motivi fiscali ma tenendo in considerazione anche la tipologia di utilizzo e la possibilità di ricarica dei veicoli.

Un tema caldissimo quindi il fringe benefit, sul quale è opportuno tenersi costantemente aggiornati anche nei prossimi mesi per conoscerne sviluppi ed evoluzioni.